Intestino tenue (digiuno e ileo)
Intestinum tenue
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- Posizione:
- Addome centrale e inferiore
Funzione
Digiuno e ileo svolgono gran parte dell'assorbimento: 6–7 m di anse sospese le cui pieghe circolari, villi e microvilli ampliano enormemente la superficie, stimata oggi in circa 30 m² (i testi più vecchi riportavano circa 200 m²).
Il digiuno, i due quinti prossimali, assorbe la maggior parte dei nutrienti grazie alla parete spessa, al lume ampio e ai lunghi vasi retti. L'ileo è specializzato nel riciclo degli acidi biliari e, nella parte terminale, nell'assorbimento della vitamina B12; le placche di Peyer sorvegliano gli antigeni. Onde peristaltiche e segmentazione mescolano il chimo per 3–5 ore mentre gli enzimi dell'orletto a spazzola completano la digestione.
Vascolarizzazione
Arcate dell'arteria mesenterica superiore; i vasi retti sono più lunghi nel digiuno, mentre le arcate sono più numerose nell'ileo.
Innervazione
Nervo vago (parasimpatico), fibre simpatiche T9–T11 tramite il plesso mesenterico superiore e centinaia di milioni di neuroni del sistema nervoso enterico.
Rilevanza clinica
- Malattia di Crohn
- Lesioni discontinue con infiammazione transmurale colpiscono spesso l'ileo terminale e possono causare ulcere a ciottolato, fistole e carenza di vitamina B12.
- Celiachia
- L'atrofia autoimmune dei villi scatenata dal glutine appiattisce la superficie del digiuno; il malassorbimento di ferro e folati compare precocemente.
- Invaginazione intestinale
- L'ileo si infila nel cieco come un telescopio: nel lattante possono comparire feci a «gelatina di ribes» e una massa a forma di salsiccia.
Malattie correlate
Atlante anatomico didattico, non un parere medico. Informazioni su questo contenuto.